mercoledì 16 settembre 2015

Fantastic 4

Tutti coloro che hanno avuto modo di leggere qualcosa di quanto in precedenza scritto su questo blog, conosceranno quasi certamente le mia posizione, e le mie idee, nei riguardi dei cinefumetti. Per quelli che, invece, siano stati tanto acuti da tenersi alla larga dalle mie ciance, almeno sino a questo momento, potrei sintetizzare la questione in questo modo: non vedo di buon occhio i cinecomic. Proprio per niente! La difficoltà maggiore, ormai, nella quale mi imbatto nel parlare, o per meglio dire nello scrivere, riguardo i film sui fumetti di stampo supereroistico, è quella di non ripetersi, di non riproporre quanto già precedentemente scritto. Se da una parte è a me imputabile una carenza di idee, concetti e argomenti, dall'altra bisogna obbligatoriamente riconoscere che la maggior parte dei cinefumetti son fatti con il cosiddetto "stampino", fattore che tende a renderli inevitabilmente uguali. Ehi, volete sapere una cosa? Mi sto ripetendo!

Come ben sappiamo, Fantastic 4 non è la prima trasposizione su pellicola delle gesta di uno dei più celebri gruppi di supereroi, ovvero i Fantastici Quattro. Creati nel 1961 dallo sceneggiatore Stan Lee (uomo che ha basato la propria carriera sull'appropriarsi di idee altrui) e dal disegnatore Jack Kirby (tanto bravo da ideare anche Thor, Hulk, X-Men e Avengers, ma non tanto da tenere le sue idee lontane da Stan "manolesta" Lee), il supergruppo ha all'attivo ben 4 lungometraggi. Il primo risale al 1994 e parliamo del goffissimo The Fantastic Four, prodotto da Roger Corman e diretto da Oley Sassone, un lungometraggio di 90 minuti che involontariamente richiama alla mente dello spettatore le peggiori pellicole proiettate nei drive-in statunitensi negli anni '70. Il film di Sassone non venne mai distribuito nelle sale e a portare le 4 calzamaglie azzurre al cinema ci pensò, undici anni dopo, Tim Story, per conto della 20th Century Fox, con I Fantastici 4, altro film goffissimo che si candidava ad essere il Batman & Robin degli anni '00, ma che si vide soffiare trono e scettro dal suo seguito, ovvero I Fantastici 4 e Silver Surfer, del 2007, sempre per la regia di Story.
Il percorso cinematografico dei F4 arriva sino ai giorni nostri; giorni funesti di nerdismo conclamato. Anno Domini 2015, arriva Fantastic 4 (sottotitolato in Italia, per chissà quale ragione, I Fantastici Quattro), sempre prodotto dalla 20th Century Fox, che ancora detiene i diritti di sfruttamento del supergruppo e dei personaggi a esso legati, e diretto da Josh Trank, californiano giunto alla sua seconda opera (Chronicle il suo esordio). Nel cast: Miles Teller, Kate Mara (sorella maggiore di Rooney Mara; cosa mangiano in quella famiglia?), Michael B. Jordan ("noi nerd non siamo razzisti, ma sei un negro di merda e non puoi fare Johnny Storm"), Jamie Bell e Toby Kebbell. L'ondata di critiche si è sollevata nei primi mesi del 2014, ossia nel momento in cui è stato annunciato il cast, è cresciuta a seguito di indiscrezioni e immagini che son trapelate dal set, e ha finito per travolgere il film come uno tsunami. Oh, dio mio! Johnny Storm di colore, la Cosa senza pantaloncini, il teaser che ricorda quello di Interstellar, nessun cameo di Stan Lee. Josh Trank, come osi? Un infinito, noioso, insulso, grigio, morto, mare di critiche, come solo i nerd fondamentalisti sanno fare quando qualcuno tradisce il testo sacro del fumetto. Tutto questo, però, molto prima che il film uscisse nelle sale. Il punto che mi tormenta è uno: alcuni mesi fa, quando l'attenzione di tutti si era focalizzata sulla pre-produzione Ant-Man, erano sorte perplessità sui modi con cui i Marvel Studios operano nella creazione di lungometraggi, perplessità alimentate anche da alcune dichiarazioni provenienti dall'interno (per esempio Joss Wheadon). Più d'uno aveva espresso dubbi su quella che potesse essere la qualità del film di Peytoon Red, e tutti subito a dire che non si poteva giudicare prima di aver visto. Perché non si è adottata la stessa politica con Fantastic 4?

In realtà, com'è questo Fantastic 4? Un brutto film, al punto tale da rendere inutile elencarne, o specificarne, i difetti, visto che campeggiano in bella vista, esposti al sole di mezzogiorno. Lo spettatore non deve cercarli, sono i difetti della pellicola a cercare e trovare lui. Il lungometraggio, però, risulta spaccato a metà, con il time skip (che spinge la narrazione avanti di un anno) a fare da spartiacque. Da un lato abbiamo la prima ora, frutto del lavoro di Josh Trank che, sebbene non esente da pecche (la più grave è prendersi maledettamente sul serio), funziona nell'agganciare e tenere alta l'attenzione dello spettatore; regia e sceneggiatura sono di buona fattura. Dall'altra parte, che consta 30 primi, c'è un cratere, creato da un meteorite precipitato su una centrale nucleare, nel quale gironzolano brandelli deformi di regia e sceneggiatura. La soluzione all'enigma è da anni sotto gli occhi di tutti. I cinefumetti sono un prodotto indirizzato a un target ben definito, ovvero a una fascia di spettatori cinematograficamente disinteressati (certo non sono diretti agli amanti della settima arte), e affinché tale prodotto catturi tale pubblico è necessario che si mantengano delle caratteristiche precise. Il lavoro di costruzione dell'immagine, lo scavo nella psicologia dei personaggi, la delineazione di una storia ad ampio respiro, devono cedere il passo agli effetti speciali, ai combattimenti, alle battute. Altrimenti il pubblico si annoia. Trank, che ci prova a essere un regista degno di tale titolo, si era impegnato per creare un film diverso, più cinematografico, personale, e a quanto pare ci stava riuscendo, ma ciò implica l'allontanarsi dagli schemi tipici del cinefumetto. La Fox, intimorita di scontentare ulteriormente il pubblico, temendo la morte prematura del franchise, nella fase di post produzione ha preso il controllo totale del progetto, montandolo a suo piacimento, e riscrivendo e rigirando (senza Trank) intere parti del film (sopratutto il finale). Il risultato è a dir poco disastroso. Temi e percorsi iniziali vengono improvvisamente abbandonati, gli sviluppi diventano incoerenti, bruschi, banali, la regia perde ogni forza e il montaggio è spesso confuso. Se nel calcio è sempre l'allenatore a divenire capro espiatorio delle pessime prestazioni di una squadra, nel cinema l'agnello sacrificale con cui placare l'ira dei fedeli è il regista. Ora Trank deve rispondere degli altrui errori, oltre che dei suoi.
La critica calpesta il fim, il pubblico lo detesta e i botteghini languono. Un vero e proprio flop, che però non è figlio soltanto della mancanza di qualità dell'opera, ma in parte deriva dall'astio innato dei fan. Sì, perché film più brutti hanno incassato cifre nettamente superiori e ricevuto un trattamento decisamente migliore, film come Thor e seguito (The Dark World), Captain America, Jurassic World, The Amazing Spider-Man (primo e secondo), L'Uomo D'Acciaio, ecc. ecc. A me ha fatto schifo, ma è piaciuto più di Avengers: Age Of Ultron.

Insomma, i Fantastici Quattro, al cinema, fantastici non lo sono stati mai. Sinceramente, per me, non sono mai stati fantastici nemmeno su carta. I soporiferi 4, li chiamo. Ritengo che con personaggi del genere non ci si possa fare molto su pellicola, a meno che non si operi un ampio e attento lavoro di riscrittura di origini e caratteri. Sono personaggi datati, figli di una fantascienza che verte su una sospensione dell'incredulità ormai non più possibile, e pretendere la fedeltà (come si fa con un coniuge) da un film significa non aver colto l'essenza del fumetto. L'unico genere cinematografico nel quale la storia dei F4, per com'è scritta nel fumetto, può funzionare è il porno. Sarebbe fighissimo, tra l'altro. Ve l'immaginate una fellatio praticata dalla Donna Invisibile? Una scopata con Mr. Fantastic, l'uomo con il pene regolabile? Facciamo che le fantasie su La Cosa e la Torcia Umana le tengo per me.
Intanto la Fox conferma che un seguito ci sarà, ma dato il responso, tutto appare come un misero tentativo di non ammettere un fallimento. Si ipotizza una unione con gli Avengers, come avvenuto con Spider-Man, e di un ennesimo reboot. Sinceramente, che noia. Alt+F4.